Chi è Lorenzo Boselli?

“Il mio tempo è lento: pittura, trittici e immagini da un mondo quasi perduto”

“La Morte della crocerossina”, olio e fusaggine su tela, 2022

Abbiamo intervistato l’artista nel suo studio di Porta Venezia, che ci ha aperto il suo studio in Porta Venezia dandoci l’occasione di svelare il suo punto di vista su quella che è la sua esperienza estetica nel cosmo artistico Milanese con temporaneo.

Chi è Lorenzo Boselli? Un artista delicato e attento, un collezionista di dettagli, un osservatore del presente con lo sguardo rivolto altrove. Lo abbiamo incontrato nel suo studio a Porta Venezia per parlare di pittura, memoria e futuro.

Come definiresti la tua arte in una frase?

Direi che è movimento che incontra il segno, fissazione di un istante e la dimostrazione che è esistita. Il mio mantra personale è: non catturare, ma proiettare. Non voglio afferrare le cose, ma lasciarle andare, trasformarle in immagini che parlano per sé.

“La Morte” olio e fusaggine su tela, 2022, Lorenzo Boselli

Quali artisti ti hanno maggiormente influenzato?

Sicuramente Villard, Schiele, i Fauves, Bosch… ma anche la pittura medievale, il mondo dei polittici ellenistici, le impressioni giapponesi. C’è qualcosa di profondamente universale in quei linguaggi. Il trittico, per esempio, mi è venuto proprio da lì: è un formato che comunica oltre le parole, ha una forza narrativa immediata.

Come vivi il panorama artistico milanese?

Mi sento un po’ un contemporaneo obbligato. Milano è un passaggio quasi inevitabile se fai arte in Italia. La vivo da osservatore, non come centro identitario. Rimane fondamentale esserci, ma mi piace pensare di attraversarla senza lasciarmi definire.

Il trittico è una forma ricorrente nel tuo lavoro. Come nasce questa ossessione?

Il trittico per me è una struttura aperta, una narrazione divisa, mai chiusa. È ispirato sia all’arte cristiana occidentale sia alla composizione orientale dell’Ukiyo-e: pochi elementi, molto significato. Uso cardini per unire i pannelli, creando opere mobili, che si possono leggere in più modi. Il tema non è sempre fisso: a volte la struttura è il vero collante, non il soggetto.

Dettaglio della sua opera “Nella mia ora di libertà”, accompagnata da fiori nel suo studio di porta Venezia

Quali sono le tue speranze e paure per il futuro?

Grazie alla mia tesi di laurea, ho iniziato ad affrontare le mie paure. La pittura continua a emozionarmi, e questo è già molto. Spero di continuare a crescere e trovare sempre nuovi modi per trasformare questa passione in un percorso di vita.

“Trittico assemblato dell’orto”, olio e fusaggine su tela, lorenzo Bonelli, 2025

Cosa pensi delle tendenze artistiche contemporanee?

Credo che gli artisti più interessanti siano quelli ai margini del sistema. Chi ha davvero qualcosa da dire spesso non è al centro, rimane con la testa fuori dall’acqua. L’unico modo per essere davvero contemporanei è guardare oltre tendenze e algoritmi, tornare a sentire.

Lorenzo Boselli fotografato nel suo studio, durante l’allestimento dello spazio.